Aspetti tecnici essenziali del combattimento

GO NO SEN

Il  tempo di difesa è separato da quello – successivo – del contrattacco.

SEN NO SEN

Anticipare la tecnica dell’avversario, anche se questa si è sviluppata completamente. In sostanza il nostro attacco deve arrivare a bersaglio prima di quello dell’ avversario (Es. nagashitsuki).

SEN SEN NO SEN

Anticipare  l’intenzione  di attacco dell’avversario. Può realizzarsi solo ad un livello molto elevato perché occorre intuire, in anticipo, l’intenzione dell’avversario.

NORU

Parata e attacco insieme. (es. 4° San Bon Kumite Geri): Viene espresso il concetto di  KO BO JICIGNO (KO:  attacco,  BO: parata,  JICIGNO: insieme).

ITZUKU

Immediato rilassamento – fisico e mentale – dopo l’esecuzione di una tecnica. E’ importante per poter eseguire agevolmente e velocemente qualsiasi tecnica successiva o far fronte ad un capovolgimento di situazione.

WAZA NO TSUKI TORU TOKORO

Sfruttare il momento in cui termina l’azione di attacco dell’avversario per contrattaccare (GO NO SEN).

UKETE ME TORU TOKORO

Il contrario del punto precedente; cioè far attenzione che l’avversario non sfrutti l’opportunità di contrattaccare quanto termina il proprio attacco, ma essere pronti, rilassandosi, a replicare (ITZUKU).

OKORIGA SHIRA

Intuire l’attacco dell’avversario e anticipare (SEN SEN NO SEN).

MAAI

letteralmente: MA = distanza, intervallo AI   =  incontrare (con un movimento).

Questo termine esprime nello stesso tempo l’idea di intervallo o di distanza e quello di avvicinamento e allontanamento.

MIKIRI

Il corretto uso della distanza e’ definito “mikiri” e si intende la capacita’ di muoversi in modo molto preciso rispetto ai movimenti dell’avversario.

YOSHI

il ritmo o cadenza e quindi la scelta del tempo, deve coincidere – ed essere focalizzata – con la corretta distanza. si avra’ quindi una convergenza di spazio/tempo definita “ yoshi”. la focalizzazione di questo istante deve essere puntualizzata col kiai (generalmente sonoro) e col kime’.

KIAI

La traduzione letterale definisce il KIAI  come “l’incontrare (cogliere nel ventre)  AI  -  il KI (energia di cui è pieno l’universo, che è l’essenza del tutto). Si tratta quindi – per quanto riguarda il karate – di convogliare nell’addome l’energia circostante, affinché fuoriesca, improvvisa, per condensarsi nel gesto che produrrà l’impatto.

Il KIAI  non viene utilizzato solo nelle arti marziali ma anche nelle altre arti tradizionali giapponesi (cerimonia del te, composizioni floreali, calligrafia, ecc.), nelle quali per raggiungere la perfezione formale si ricorre all’utilizzo di energie extracorporee (energia cosmica).

Si possono distinguere due tipi di KIAI:

  • MUSE NO KIAI: SONORO -  utilizzato nelle arti marziali  giapponesi. La sonorizzazione del kiai produce inoltre una eccellente stimolazione interna che intensifica l’effetto cercato;
  • YUSE NO KIAI: MUTO O SEMIMUTO  - generalmente utilizzato nelle altre arti tradizionali giapponesi.

KIME

Si può sintetizzare la definizione di KIME come “decisione estrema” e designa  la realizzazione di un gesto, perfetto dal punto di vista formale, che porta la forza ad un estremo limite, non producibile nelle normali condizioni psico-fisiche.  L’esecuzione – con kimè – di una tecnica di karate, presuppone ovviamente una buona tonicità muscolare.

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